Gennaio è quel momento dell’anno in cui, nel turismo, succede sempre la stessa cosa.
→ Nuovi obiettivi.
→ Nuova energia.
→ Nuove idee.
E, puntualmente, le stesse decisioni sbagliate.
Nelle prime settimane dell’anno sento spesso frasi come:
- “Quest’anno dobbiamo spingere di più”
- “Dobbiamo rifare il sito”
- “Dobbiamo investire di più in advertising”
- “Dobbiamo essere più presenti sui social”
Tutte affermazioni legittime.
Ma quasi sempre messe nell’ordine sbagliato.
Il problema non è la voglia di fare.
Il problema è fare senza una diagnosi.
Il falso mito di inizio anno: “ripartiamo carichi”
Nel marketing turistico, l’inizio dell’anno viene vissuto come un tasto reset.
Nuovo anno = nuova strategia.
Peccato che, nella maggior parte dei casi, non si sappia nemmeno cosa non ha funzionato l’anno prima.
Ripartire “carichi” senza analizzare:
- da dove arrivano le prenotazioni
- cosa ha convertito davvero
- cosa ha solo assorbito budget
significa replicare gli stessi errori con più entusiasmo.
La domanda giusta da farsi (prima di fare qualsiasi cosa)
Prima di parlare di:
- sito web
- campagne
- social
- OTA
- offerte
la domanda è una sola:
Cosa ha realmente portato prenotazioni negli ultimi 12 mesi?
→ Non cosa “dovrebbe” funzionare.
→ Non cosa “fanno gli altri”.
→ Ma cosa ha prodotto fatturato reale.
Nella mia esperienza, questa risposta spesso sorprende gli stessi titolari di strutture ricettive con cui mi confronto.
Gli errori che vedo più spesso a inizio anno
1. Guardare solo i numeri sbagliati
Visite al sito, follower, like, impression.
Tutti dati che, da soli, non dicono nulla.
Se non sono collegati a:
- richieste
- prenotazioni
- fatturato
sono solo rumore.
2. Cambiare strumenti invece di correggere il metodo
“Cambiamo booking engine.”
“Cambiamo sito.”
“Cambiamo agenzia.”
Spesso il problema non è lo strumento, ma l’assenza di una strategia chiara.
Un sito nuovo senza una logica di conversione resta un sito che non vende.
Un’ADV senza un percorso chiaro resta un costo.
3. Confondere attività con strategia
Pubblicare post, fare campagne, aggiornare il sito.
Tutto giusto.
Ma fare cose non significa avere una strategia.
La strategia è decidere:
- cosa fare
- cosa NON fare
- dove concentrare tempo e budget
L’analisi che andrebbe fatta ogni gennaio (e che quasi nessuno fa)
Se dovessi ridurla all’essenziale, direi che ogni struttura dovrebbe analizzare almeno tre aree:
1. Sito web
Non “è bello o brutto”, ma:
- porta richieste?
- accompagna l’utente alla prenotazione?
- è chiaro da mobile?
Se il sito non converte, tutto il resto fatica.
2. Distribuzione
- quante prenotazioni arrivano da OTA?
- quante dal sito?
- qual è il costo reale di ogni canale?
Senza questi dati, parlare di disintermediazione è solo teoria.
3. Marketing
Non “quanto ho speso”, ma:
- cosa ha funzionato?
- cosa no?
- cosa va eliminato?
Fare di più non è sempre la risposta giusta.
Fare meglio quasi sempre sì.
Perché il sito è sempre il punto di partenza (anche se non sembra)
Molti pensano che il sito sia solo “una vetrina”.
In realtà, nel turismo, il sito è:
- il punto di verifica
- il luogo della decisione
- il passaggio obbligato prima della prenotazione
Se non è progettato per guidare, rassicurare e convertire, qualsiasi altra attività lavora per le OTA.
È uno schema che vedo ripetersi da anni.
Quindi
Inizio anno non è fare di più
Inizio anno è fare meglio
Gennaio non è il mese giusto per “correre”.
È il mese giusto per:
→ fermarsi
→ analizzare
→ decidere
Chi parte subito con nuove campagne senza aver chiarito cosa non ha funzionato prima, sta solo anticipando il prossimo problema.
Nel marketing turistico non vince chi fa di più.
Vince chi sceglie meglio.
E spesso, scegliere meglio significa partire dalle fondamenta, non dagli strumenti.
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