Negli ultimi anni il marketing alberghiero è diventato un contenitore enorme.
Tutti parlano di strategie, idee, strumenti, canali, trend.
Eppure, nella pratica quotidiana, vedo sempre la stessa situazione:
hotel e strutture extra alberghiere che fanno “tutto quello che dovrebbero fare”
e che non ottengono i risultati che si aspettano.
- Siti rifatti.
- Social attivi.
- Newsletter inviate.
- OTA presidiate.
Eppure le prenotazioni dirette non crescono.
Il controllo sul fatturato è fragile.
La sensazione è quella di rincorrere il mercato.
Il problema non è la mancanza di idee.
È l’assenza di una strategia reale.
La convinzione errata: “Serve fare di più”
La prima convinzione da smontare è questa:
“Il marketing non funziona perché non stiamo facendo abbastanza.”
Nella maggior parte dei progetti che analizzo, accade l’opposto.
Si fa troppo, ma senza una direzione chiara.
Il marketing alberghiero viene affrontato come una lista di attività:
- email marketing
- social media
- recensioni
- SEO
- offerte
- strumenti
Tutte cose corrette.
Ma scollegate.
Il marketing, però, non è un insieme di azioni.
È un sistema che accompagna il cliente prima, durante e dopo il soggiorno.
Il vero problema che vedo nelle strutture
Quando entro in una struttura (o analizzo il progetto da fuori), noto quasi sempre tre elementi:
- Messaggi poco chiari
L’hotel comunica tante cose, ma non è chiaro perché sceglierlo. - Canali che non dialogano
OTA, sito, social, email raccontano storie diverse. - Esperienza reale non tradotta in marketing
L’hotel offre molto più di quello che comunica.
Il marketing alberghiero efficace non nasce dagli strumenti,
ma dalla capacità di trasformare l’esperienza in valore percepito.
Prima del soggiorno: dove si decide tutto (e spesso si sbaglia)
La fase pre-soggiorno è quella in cui si forma la decisione.
Ed è anche quella in cui vedo più confusione.
Molti hotel:
- offrono troppe opzioni
- spiegano troppo
- cercano di piacere a tutti
Il risultato è l’effetto opposto:
l’utente rimanda, confronta, abbandona.
Nel marketing alberghiero moderno, semplificare è una strategia, non una rinuncia.
Chi sceglie un hotel non cerca tutte le risposte.
Cerca le risposte giuste per sé.
Il sito web: il grande equivoco
Uno degli errori più frequenti è pensare al sito come a una vetrina.
Nella realtà, il sito ufficiale è:
- il luogo della decisione
- il punto di rassicurazione
- l’alternativa alle OTA
Eppure, molti siti:
- raccontano cosa c’è
- ma non perché è rilevante
- mostrano camere
- ma non spiegano l’esperienza
Quando il sito non guida, l’utente torna dove si sente più sicuro:
le piattaforme.
Durante il soggiorno: marketing invisibile (ma decisivo)
Il marketing alberghiero non finisce con la prenotazione.
Anzi, l’esperienza è il marketing più potente che esista.
Ogni momento del soggiorno comunica qualcosa:
- l’accoglienza
- la gestione del tempo
- la capacità di anticipare i bisogni
- la relazione con il territorio
Oggi il valore di un hotel non è più solo nel servizio offerto,
ma nel modo in cui l’ospite si sente dentro quell’esperienza.
Ed è qui che nasce il passaparola vero.
Non quello forzato.
Dopo il soggiorno: la fase più trascurata
Molti hotel smettono di comunicare nel momento sbagliato:
quando l’ospite se ne va.
In realtà, è lì che si costruisce:
- la fedeltà
- il ritorno
- la reputazione
Un cliente soddisfatto non è solo un ricordo positivo.
È un asset di marketing.
Ma solo se viene gestito come tale.
Le conseguenze di un marketing senza strategia
Quando il marketing alberghiero è fatto di azioni scollegate, succede sempre questo:
- dipendenza crescente dai canali intermediari
- difficoltà a giustificare il prezzo
- promozioni reattive
- sensazione di “correre senza arrivare”
Non perché il mercato sia sbagliato.
Ma perché manca una regia.
La riflessione finale (da chi lavora sul campo)
Il marketing alberghiero oggi non ha bisogno di nuove idee.
Ha bisogno di più chiarezza strategica.
Prima di chiedersi cosa fare,
bisognerebbe chiedersi perché e per chi.
Quando la strategia è chiara:
- i canali trovano il loro posto
- le azioni diventano coerenti
- i risultati arrivano in modo più stabile
È un tema che affronto spesso nelle consulenze,
perché senza una visione d’insieme il marketing resta un costo, non un investimento.
E nel turismo, questo è un errore che si paga caro.
Hai bisogno di un aiuto concreto?
Iniziamo a conoscerci e vediamo se ci sono i presupposti per una collaborazione grazie alla quale disegnare un percorso per aiutarti a crescere on line in termini di fatturato, prenotazioni e visibilità.


