Spiragli di speranza, almeno teorici, provengono dal Presidente di Federal Reserve Bernanke, secondo cui la crisi economica terminerà durante il 2009 e già agli inizi del 2010 si assisterà ad un’evidente ripresa dell’economia globale. E’ quanto è emerso da un’intervista rilasciata alla CBS nel corso del programma ‘60 Minutes’.

In un momento in cui, purtroppo, molte attività sono costrette a chiudere i battenti, la maggior parte delle imprese ha adottato la strategia del “sopravvivere fino alla fine della crisi“, facendo largo ricorso alla cassa integrazione, al taglio netto di tutti i costi di gestione e alla drastica diminuzione degli investimenti.

Risultato? Cassa integrazione e disoccupazione aumentano ed i consumi si arrestano.

C’è però un modo per sconfiggere la crisi economica, ovvero investire in pubblicità.

Molte imprese hanno adottato questa strategia, in particolar modo sul web, per rinforzare il proprio brand e aumentare il proprio portfolio clienti. Penserete che non è certo il momento per investire, per spendere soldi. Se tutti facessero lo stesso ragionamento l’economia sarebbe ferma.

Non è certo “buttandosi giù” che si riuscirà a far fronte a tale periodo. Bisogna reagire e trovare soluzioni innovative per raggiungere lo scopo primario di un’impresa: la sopravvivenza.

Secondo gli economisti il momento più adatto per investire sono proprio i momenti di crisi, in cui la concorrenza si attenua e le piccole imprese si fanno largo per conquistare un posto sul mercato.

Ma quanto costa investire in pubblicità?
Per quanto i costi della pubblicità sui media tradizionali (TV, Radio e Stampa) si siano fortemente ridimensionati, continuano comunque ad essere fuori portata per le PMI. È proprio qui che entra in gioco il web, in quanto internet ormai è alla portata di tutti.
Se fino a qualche mese c’era sul mercato un forte squilibrio tra domanda e offerta, ora le cose sono completamente ribaltate. Portali, siti internet, community e in generale qualsiasi angolo del web dove sia possibile acquistare visibilità di ogni genere, ora di fatto “svendono” posti banner, dem, link testuali, comunicati.

Una minore competizione sui motori, una minore concorrenza, permette alle agency di operare in modo molto più efficace, con la certezza del raggiungimento degli obiettivi commerciali della committenza, permettendosi inoltre di abbassare i costi finali.

Finora ti ho parlato di come le imprese stanno cercando di affrontare la crisi economica. Ma la gente come risponde?
Innanzitutto la cosa fondamentale da dire è che non è vero che la gente non compra. Se così fosse si sarebbe avuto un crollo drastico dell’economia. È vero che i mercati hanno subito, negli ultimi mesi, un livellamento verso il basso, ma non corrisponde invece a verità che questo sia dovuto al fatto che le persone non acquistano più.

È semplicemente mutato l’approccio all’acquisto, che è ora più ragionato.

Le persone acquistano, e continueranno sempre a farlo per affermare il proprio benessere, per migliorare la propria vita, per soddisfare il desiderio di autoaffermazione. Senza sottovalutare che proprio in un momento di crisi generalizzata, acquisire beni e servizi (viaggi, hitech, prodotti benessere, abbigliamento ecc) è un modo per scongiurare, anche psicologicamente, il clima di negatività che si respira.

Secondo indagini, nelle prime due settimane di dicembre, Mediaworld ha venduto 20 mila televisori a schermo piatto da 42 pollici. Ciò vuol dire che la gente trascorre più tempo in casa davanti alla tv. Questa è senz’altro una buona notizia per chi comunica attraverso questo mezzo.

Inoltre, nel 2008 gli acquisti su Internet sono raddoppiati. Si sa che gli acquisti sul web sono i preferiti, sia per il risparmio di tempo che esso comporta, sia per i prezzi inferiori esercitati.
È proprio tramite internet che si fanno i “migliori affari”!
Ancora una volta la rete predomina!

In conclusione, la crisi è mondiale ma non sarà lunga. Il suo carattere mondiale ha avuto un impatto estremamente negativo. Nel futuro dovremmo abituarci ad alti e bassi. Ormai con l’Unione Europea si sta allargando sempre più, quindi ci dovremo disabituare ad avere un’economia stabile dato che gli attori non sono più solo Stati Uniti, Europa e in parte il Giappone, ma bisognerà confrontarsi anche con Cina, India e Sud America.
La soluzione quindi è come sempre trovare una nuova spinta allo sviluppo.

E tu come stai vivendo questo momento?